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Oscars 2025: i vincitori

TRIONFA ANORA. MIKEY MADISON BATTE DEMI MOORE, ADRIEN BRODY BATTE TIMOTHÈE CHALAMET. CONAN O’BRIEN PROMOSSO A PIENI VOTI

Alla fine Anora ha fatto incetta di Oscar, eguagliando un record, quello di 4 statuette tutti alla stessa persona, avvenuto una sola volta, nel 1954 a Walt Disney. Sean Baker porta a casa infatti film, regia, sceneggiatura originale e montaggio. La vittoria agevola anche Mikey Madison, attrice protagonista, che batte così la favorita Demi Moore, e porta il totale del film a 5 statuette.

Dal podio il regista esorta la gente ad andare in sala a vedere i film: “Dove ci siamo innamorati dei film? Al cinema!”, l’unico modo per avere un’esperienza in comune, senza divisioni politiche. Esalta lo spirito del cinema indipendente fuori dal circuito degli studios e confessa che se Quentin Tarantino non avesse prima scoperto e assunto Mikey Madison nel cast di Once upon a time in Hollywood, Anora non sarebbe mai esistito.

I restanti premi sono stati suddivisi quasi equamente, con The Brutalist a quota 3 (attore protagonista, colonna sonora, fotografia), tre film a quota 2, Dune Part Two (effetti speciali e sonoro) Emilia Pérez (miglior attrice non protagonista e canzone) e Wicked (costumi e scenografia), tutti gli altri con uno.

Conan O’Brien ha dimostrato di essere un’ottima scelta per la conduzione, a cominciare dall’incipit parodia di The Substance (memore degli sketch di Billy Crystal) a battute efficaci, ma mai troppo cattive. Solo in un caso si è lasciato andare ad una frecciata politica, “Anora sta avendo una buona serata, ne deduco che l’America sia finalmente contenta di vedere qualcuno opporsi ad un potente russo”.

Non tutto ha funzionato nello show, il ritorno ai numeri musicali come negli anni ’90 sono sembrati interminabili e superflui (James Bond, Quincy Jones) e lo sketch di Adam Sandler sul dress code della serata fuori luogo. E se il tributo al leggendario Gene Hackman, scomparso solo qualche giorno prima, ha impreziosito il momento In Memoriam, è stata imperdonabile l’assenza del ricordo di Michelle Trachtenberg.

Due discorsi in particolare rimarranno nella storia, quello di Zoe Saldaña, la quale visibilmente emozionata ha ricordato di essere figlia di immigrati e ha serenato il marito, l’italiano Marco Perego, del quale innamoratissima ha elogiato la lunga chioma bionda, “A mio marito con quei bellissimi capelli”, ma soprattutto i tre bellissimi bambini avuti insieme. E poi Adrien Brody che non si è fatto sopraffare dalla musica andando avanti per quasi 6 minuti. L’attore protagonista, vincitore per The Brutalist, ha dapprima ricordato la precarietà della carriera di un attore, al punto di aver pensato di non poter mai più avere una chance di risalire su un palco del genere: “Recitare è una professione molto fragile”. Per poi richiamare l’attenzione sull’antisemitismo e razzismo in ascesa nel mondo, esortando a combatterlo sempre, “Non lasciate che l’odio prevalga”.

Archiviata questa edizione degli Oscar, si comincia già a pensare alla prossima con gli occhi puntati sul festival di Cannes che solo quest’anno ha prodotto 4 vincitori.

Tutti i vincitori:

Miglior Film: Anora
Miglior Regia: Sean Baker, Anora
Miglior attore: Adrien Brody, The Brutalist
Migliore attrice: Mikey Madison, Anora
Miglior attore non protagonista: Kieran Culkin, A Real Pain
Migliore attrice non protagonista: Zoe Saldaña, Emilia Pérez
Migliore sceneggiatura originale: Anora
Migliore sceneggiatura non originale: Conclave
Miglior film d’animazione: Flow
Miglior documentario: No Other Land
Miglior film internazionale: Io sono ancora qui
Miglior montaggio: Anora
Miglior fotografia: The Brutalist
Migliore scenografia: Wicked
Migliori costumi: Wicked
Miglior trucco e acconciatura: The Substance
Migliore canzone originale: El Mal (Emilia Pérez)
Migliore colonna sonora originale: The Brutalist
Miglior sonoro: Dune Part Two
Migliori effetti visivi: Dune Part Two
Miglior cortometraggio in live action: I’m Not a Robot
Miglior cortometraggio d’animazione: In the Shadow of Cypress
Miglior documentario cortometraggio: The Only Girl in the Orchestra

Photos Credits:
Phil McCarten / The Academy
Trae Patton / The Academy
Copyright ©A.M.P.A.S.

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"O fai di tutto per vivere, o fai di tutto per morire."